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LA FIA CONTRO LE PAROLACCE, QUALI SONO LE NOVITÀ?

17 Marzo 2025

Redazione

Scritto da: Tiziano Topini

Negli ultimi mesi, uno degli argomenti più discussi nel mondo del motorsport riguarda l’aggiornamento del regolamento FIA riguardante il linguaggio che i piloti devono utilizzare. La normativa impone che il linguaggio, in qualsiasi situazione, debba essere privo di qualsiasi accenno alla volgarità, anche quando il pilota si trova sotto pressione, sia davanti alla stampa, sia in pubblico. La FIA non tollera espressioni che possano sembrare offensive, anche quando la tensione e l’adrenalina sono alle stelle durante una gara.

Un episodio emblematico si è verificato durante il 72° Rally di Svezia (13-16 febbraio, Umeå), quando Adrien Formaux, pilota della Hyundai Motorsport WRT, al termine della Power Stage (l’ultima tappa dell’evento), ha commentato la performance della giornata precedente con un “we fucking up yesterday” (abbiamo fatto una cazzata ieri). La reazione della FIA è stata immediata: una multa di 10.000 euro, con altri 20.000 euro sospesi per i successivi 12 mesi.

Diversi giorni fa, sui social media di diversi piloti, è apparso un tag con la scritta WoRDA (World Rally Drivers Association), un’associazione che si propone di tutelare i diritti dei piloti. L’unico post pubblicato sull’account è una lettera aperta che sintetizza alcuni punti principali: le espressioni colloquiali non devono essere confuse con insulti o aggressioni, i piloti non madrelingua potrebbero utilizzare o ripetere termini senza comprenderne pienamente il significato o il tono, e non è realistico aspettarsi un controllo emotivo immediato e totale dopo una scarica di adrenalina.

Nella lettera si solleva anche il dubbio su dove finiscano realmente i soldi derivanti dalle multe, visto che non è mai stato chiarito ufficialmente. L’associazione ha quindi chiesto un dialogo con Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, ma non è arrivata alcuna risposta concreta. Un portavoce della FIA ha recentemente spiegato ai microfoni di DirtFish che le regole e le sanzioni sono in linea con quelle di altre organizzazioni sportive mondiali e che la situazione va valutata caso per caso. Tuttavia, ha sottolineato che parolacce e linguaggio inappropriato non sono tollerabili. Per quanto riguarda i fondi delle multe, il portavoce ha precisato che vengono utilizzati per sviluppare il motorsport di base e progetti di ricerca sulla sicurezza.

In merito alla richiesta di un dialogo con Sulayem, il portavoce non ha fatto alcuna menzione, alimentando ulteriormente il malcontento crescente, soprattutto dopo che David Richards, presidente di Motorsport UK e membro del Consiglio Mondiale degli Sport Motoristici, ha criticato apertamente l’operato di Sulayem (fonte: DirtFish). Richards, inizialmente sostenitore di Sulayem, ha recentemente rifiutato di firmare un accordo di riservatezza prima di una riunione del Consiglio Mondiale degli Sport, esprimendo preoccupazioni per la mancanza di responsabilità e buona governance all’interno della FIA.

Ha scritto in una lettera: “La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la richiesta di firmare un accordo che ho interpretato come un tentativo di imbavagliarmi”. Richards ha anche criticato la promessa di Sulayem di essere un presidente non esecutivo, lasciando la gestione quotidiana della FIA a un team professionale, sottolineando che questa promessa non è stata mantenuta.

Se dovesse verificarsi una fuga di notizie, la FIA potrebbe decidere di multare la persona responsabile con una cifra pari a 50.000 euro. Ma dietro a questa omertà apparente c’è anche la prospettiva del 2025, un anno cruciale per la possibile rielezione di Sulayem. Secondo il regolamento, Sulayem potrebbe restare in carica sia per il mandato 2025 che per quello del 2029. Richards ha dichiarato che continuerà a sollecitare la FIA a rendere conto delle proprie azioni, a nome dello sport e dei suoi membri.

DirtFish ha contattato la FIA per un commento ufficiale, ottenendo la seguente risposta: “Come per tutte le organizzazioni, la FIA adotta misure come gli accordi di riservatezza per garantire relazioni confidenziali, proteggere le informazioni personali e tutelare i nostri interessi normativi. La divulgazione non autorizzata di informazioni riservate compromette la nostra capacità di adempiere alla nostra missione e di generare entrate, essenziali per supportare i nostri Club membri e promuovere la crescita degli sport motoristici”.

Questa risposta ha ulteriormente alimentato il malcontento, soprattutto da parte del mondo del rally e della WoRDA, che non ha ricevuto alcuna risposta da Sulayem. Le voci sul possibile cambiamento alla presidenza della FIA si fanno sempre più forti, con Susie Wolff, moglie di Toto Wolff ed ex-pilota, che potrebbe prendere il posto di Sulayem. Vi lascio con una buffa chiosata di Max Verstappen riguardo ai regolamenti FIA: “Imprecherò in olandese, così nessuno mi capirà”.

Credit: Takamoto Katsuta (IG)