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GLI EQUIPAGGI DEL WRC HANNO DATO VITA ALLA WORDA

24 Febbraio 2025

Redazione

Scritto da: Francesco Angelini

Il campionato mondiale di rally ha vissuto momenti decisivi, e questa vicenda merita senza dubbio un posto in questo club esclusivo. I piloti e i co-piloti del mondiale rally hanno dato vita alla WoRDA (World Rally Drivers Alliance), un’associazione pensata per permettere a tutti gli equipaggi di far sentire le proprie opinioni e tutelare i propri legittimi diritti. L’ispirazione arriva dalla GPDA (Grand Prix Drivers’ Association), l’associazione dei piloti di F1, che ha come direttori George Russell e Carlos Sainz Jr.

Sul profilo Instagram della WoRDA, appena fondata, è stato pubblicato un comunicato in cui viene espressa una posizione unanime riguardo all’allarmante aumento delle sanzioni per “cattiva condotta del conducente”. I membri della WoRDA chiedono un ambiente rallistico genuino e desiderano un incontro con il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ex pilota di rally. In Svezia, il pilota Adrian Fourmaux, alfiere della Hyundai Motorsport WRT, è stato multato con 10.000 € per aver pronunciato parole volgari.

“I piloti e co-piloti di rally di WoRDA, ispirati dai loro colleghi GPDA, si uniscono per esprimere la loro opinione, cercare chiarezza e cooperare verso un futuro più luminoso. Innanzitutto teniamo a precisare che, come in ogni sport, i concorrenti devono attenersi alla decisione dei giudici di gara. Il rispetto di questo principio non è in discussione. Non siamo tutti professionisti a tempo pieno, ma affrontiamo tutti le stesse condizioni estreme con la stessa implacabile passione. Sia che attraversiamo fitte foreste, strade ghiacciate nel cuore della notte o attraverso la polvere di insidiose piste di ghiaia, ci spingiamo al limite: contro il maltempo, contro il tempo e contro i nostri stessi limiti”.

Nel comunicato stampa della WoRDA si legge anche: “Oltre alle corse, il nostro ruolo si è ampliato. Oggi, i piloti e i co-piloti di rally non sono solo atleti ma anche intrattenitori, creatori di contenuti e figure mediatiche costanti. Dagli smartphone degli spettatori alle telecamere ufficiali del WRC, ci si aspetta che siamo disponibili in ogni momento: prima, durante e dopo la competizione, dall’alba al tramonto. WoRDA ha sempre riconosciuto le nostre responsabilità e il nostro impegno a collaborare in modo costruttivo con tutte le parti interessate, compreso il presidente della FIA, al fine di promuovere ed elevare il nostro eccezionale sport a beneficio di tutti”.

“Negli ultimi mesi, tuttavia, si è registrato un allarmante aumento della gravità delle sanzioni imposte per errori linguistici minori, isolati e involontari. Questo ha raggiunto un livello inaccettabile. Crediamo fortemente che: il colloquialismo comune non può essere considerato e giudicato alla pari di un autentico insulto o di un atto di aggressione; i parlanti non madrelingua possono utilizzare o ripetere termini senza piena consapevolezza del loro significato e connotazione; pochi secondi dopo un picco estremo di adrenalina, non è realistico aspettarsi un controllo perfetto e sistematico sulle emozioni”.

“Il rally è estremo: livello di rischio per gli atleti, intensità della concentrazione, durata delle giornate… Tutti i limiti vengono raggiunti. In tal caso mettiamo in dubbio la pertinenza e la validità di imporre qualsiasi tipo di sanzione. Inoltre, le multe esorbitanti sono ampiamente sproporzionate rispetto al reddito medio e al budget dei manifestanti. Siamo anche preoccupati per l’impressione pubblica che queste somme eccessive creano nella mente dei fan, suggerendo che questo è un settore in cui il denaro non conta”.

“Ciò solleva anche una domanda fondamentale: dove vanno i soldi derivanti da queste multe? La mancanza di trasparenza non fa altro che amplificare le preoccupazioni e minare la fiducia nel sistema. Sicuramente le impressioni negative che circondano queste sanzioni superano di gran lunga l’impatto di qualsiasi errore linguistico. Chiediamo una comunicazione e un impegno diretti tra il presidente della FIA e i membri della WoRDA per trovare una soluzione urgente e reciprocamente accettabile. Sportivamente, i piloti e copiloti di rally membri di WoRDA”.

La decisione di Fourmaux ha suscitato un ampio dibattito tra i piloti, che ritengono che sanzioni così gravi non riflettano lo spirito del rally, dove l’emotività e la passione sono spesso parte integrante delle gare. La WoRDA spera che questa situazione apra un dialogo costruttivo con la FIA per rivedere le regole e garantire un approccio più equilibrato e comprensivo, senza sacrificare l’autenticità dello sport. Con la crescente attenzione verso le problematiche che riguardano il comportamento dei piloti, il futuro del mondiale di rally potrebbe dipendere da come verranno affrontate queste questioni delicate.